La Democrazia è la Dittatura della Maggioranza
Diciamolo pure a tutti: c'e` una gran confusione in giro!

Mi sento personalmente coinvolta: a partire dall'inizio di Settembre, non e' mancata occasione in cui amici, parenti, conoscenti e chi piu' ne ha piu' ne metta, se ne uscissero con: "...ma non e` mica vero che il TetrPak e' riciclabile!"....una spada di Damocle che incombe sul mio capo come fossi la diretta discendente di Mr. Rausing, anziche` l'ultimo ingranaggio dell'ultima ruota dell'ultimo carro di questa azienda di 22.000 dipendenti.
Stamane, aprendo la posta: "Immagino che tu lo sappia già...la pubblicità allora cosa pubblicizza? Conclusione: Pubblicizza gli interessi dell'azienda: http://www.italiopoli.it/"
A questo punto, dopo le tre circonvoluzioni mi trasformo in WonderCinzia e cerco di chiarire le idee, soprattutto a me stessa.
Cosi`, oltre ad aver gia' fissato un meeting per la prossima settimana con il coordinatore ambiente & sicurezza della TetraPak di Modena per ricevere risposta a certi dubbi, mi sono nel frattempo immersa nell'oceano web:
Come immaginavo, c'e` abbastanza, ma non tutto:
- Il materiale poliaccoppiato che costituisce i cartoni per bevande viene riciclato sin dalla sua nascita negli anni '50. (dunque, qualcuno mi spieghi dove sta la novita`! Come mai tutto questo marketing, proprio ora!?!)
- I contenitori Tetra Pak sono interamente riciclabili.
Le tre componenti, carta (75%), polietilene (20%) e alluminio (5%), sono separate nel processo di cartiera e interamente riciclate in nuova carta (Cartalatte / Cartafrutta™) e in nuovo materiale plastico (EcoAllene®).
- Come:
il procedimento di separazione delle componenti avviene in una cartiera dedicata (mi piacerebbe sapere quale? E quante ce ne sono in Italia e nel mondo?) al riciclo dei soli poliaccoppiati.
In cartiera il materiale è trattato in un pulper ad alta densitá, un “enorme frullatore” che miscela il materiale in acqua. Senza l’aggiunta di alcun tipo di additivo chimico (le tre componenti sono incollate grazie all’azione del polietilene estruso a caldo e non di collanti), ma solo tramite l’azione meccanica dell’acqua e di una pala rotante, il poliaccoppiato si delamina, ossia i fogli di polietilene e alluminio si separano dalla carta. All’uscita dal pulper, avviene la fase di lavaggio: nel trommel, un tamburo rotante, la frazione cellulosica viene “catturata” da una cascata d’acqua, filtrata, e veicolata al normale processo di cartiera per la produzione di carta riciclata.
La frazione polietilene/alluminio viene invece inviata all’impianto di rigenerazione plastica.
- Tetra Pak versa il contributo ambientale al Consorzio di filiera Comieco. Nonostante ciò, fino al 2002, non è mai stata attivata la raccolta differenziata dei cartoni per bevande. La motivazione è da ricercarsi nella piccola percentuale che questi cartoni ricoprono sul totale degli imballaggi immessi al consumo (1,2%) e nel loro basso peso specifico. (la raccolta differenziata dei cartoni per bevande necessita di più contenitori e di maggior tempo per riempirli).
- E` nel 2001 che ufficialmente ha inizio la raccolta differenziata per i cartoni TetraPak, grazie all'intesa con Comieco. Allora pero` si opto` per la non pubblicizzazione. (????????????????)
- Concludo: Hera dichiara il 38.4% di raccolta differenziata http://www.gruppohera.it/gruppo/attivita_servizi/business_ambiente/.
La domanda: e` sufficiente? E` tanto? E` poco? Di quel che viene differenziato, quanto e' effetivamente riciclato e quanto finisce invece negli inceneritori? Ops!!! Termovalorizzatori (pardon)?
Il punto mi sembra sia non tanto se il cartone poliaccoppiato sia riciclabile o meno (perche` di fatto lo e`), ma come questo riciclo venga gestito dalle varie municipalizzate!
Altri links utili:
http://www.tetrapak.it/hpm00.asp
http://www.comieco.org/Mondo_Riciclo/Riciclo_cartoni_bevande/default.htm
http://www.tiriciclo.it/Hpm00.asp?IdCanale=5
