La Democrazia è la Dittatura della Maggioranza
Dedicato a TE
[...]Comunque, non affliggiamoci. È troppo aspettarsi di vivere in un'epoca effettivamente propizia al dissenso. E la maggior parte delle persone, quasi sempre, preferisce cercare approvazione o sicurezza. Ciò non dovrebbe sorprenderci (e, tra l'altro, questi desideri non sono neppure di per sé deprecabili). Tuttavia, in ogni epoca ci sono persone che in qualche modo si tengono fuori. E non si esagera dicendo che l'umanità è molto in debito con queste persone, che si sia disposti o meno a riconoscere il debito (in ogni caso, non aspettarti di essere ringraziato. La vita di chi è contro, a quanto pare, è difficile).[...]
[...]Per adesso, tieni bene a mente che i cinici non sono senza ragione, in un certo modo, quando parlano dei «professionisti del no». Non essere d'accordo non significa essere nichilisti. E non esistono vie praticabili o garantite di guadagnarsi la vita così. È qualcosa che si è, non qualcosa che si fa.
[...]Non ho quindi perorazioni o squilli di tromba con cui chiudere. Guardati dall'irrazionale, per quanto seduttivo. Stà all'erta di fronte al «trascendente» e a tutti coloro che ti invitano ad assoggettarti o ad annullarti. Diffida della compassione; preferisci la dignità per te e per gli altri. Non aver paura di essere considerato arrogante o egoista. Immaginati tutti gli esperti come dei mammiferi. Non essere mai spettatore dell'ingiustizia o della stupidità. Cerca la discussione e la disputa per il piacere che ti dànno; la tomba ti offrirà un sacco di tempo per tacere. Sospetta delle tue stesse ragioni, e di qualsiasi scusa. Non vivere per gli altri più di quanto ti puoi attendere che gli altri vivano per te.[...]
Christopher Hitchens, "Consigli a un giovane ribelle"
Finalmente in cima!

Forse per me e' stata fisicamente meno faticosa che per quei bravi alpinisti, ma psicologicamente siamo li', credo.
Ora me la godo a guardare il panorama in totale relax per l'ultima settimana e mezza al termine della quale il mio programma "Formazione ed innovazione per l'occupazione" sara' TERMINATO.
"Formazione ed innovazione per l'occupazione": che definizione ridicola! Come se per "occuparsi" sia necessario un attestato di buona ed assidua presenza. Come se per imparare un mestiere ti debbano prima spiegare come imparare ad imparare un mestiere.
Quale miglior modo c'e' ad "occuparsi" se non essere occupato?
[E metteteci alla prova, a nnoi cgiovani Italiani!! Che paura c'avete, ah?! Che vi fottiamo il posto?!].
Che schifo! Sono stanca di lamentarmi per/del lavoro. Sono stanca di parlare di lavoro. Una volta li trovavo profondamente noiosi e frustrati quegli individui che non facevano altro che parlare di lavoro. Che schifo! Sono una lamentona! Brrrrrrr...rabbrividisco di me stessa. Mi sembro una cinquantenne che guardandosi allo specchio, piu' non si riconosce e che anzi, rabbrividisce, per l'appunto, pensando a quel che voleva essere e che invece non e'. Ma tutto questo deve ancora avvenire, non c'e' ancora stato, sono ancora all'INIZIO, porca di quella Eva!! Hai finito di farti dei viaggi mentali?!?! La vuoi smettere di pensare di non riuscire a diventare quel che sognavi, di non riuscire a fare quel che sognavi?!?! Devi ancora iniziare a farlo e gia' temi la mal riuscita. Alla faccia del "prevenire e' meglio che curare!"...sto delirando, aiuto!
"...Lei è la mia Rushmore!..."

Per chi è in attesa di trovare la propria Rushmore o di diventarlo per qualcuno o, forse è meglio, tutte le due insieme.
Wes Anderson è ufficialmente il mio nuovo Idolo!
Le ultime tre settimane
le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane, le ultime tre settimane...
...e due giorni.
Frida Kahlo, Senza Speranza, 1945
Il senso di andare alla TV?
"...essere visibili promette una speranza di immortalita'..."
Gianluca Nicoletti
Melog, RADIO24
Pioggia, pioggia, pioggia e ancora pioggia




Quando mi e' stato RICHIESTO di presentare le mie 85 slides in 20 minuti, stava piovendo violentemente.
Lo scorso weekend
Cinema Italiano
Saro' concisa, forse superficiale, ma onesta.
Venerdi' sera, Cinema Apollo, secondo spettacolo: Il Divo
Ho perso gli ultimi cinque minuti. Mi sono addormentata. Dovrei rivederlo con i miei genitori e farmelo spiegare, come da piccola. C'ho capito poco e, sebbene in quell'epoca riuscissi ancora a dire la mia eta' con le sole mani, cio' non mi ha dispensata da un finale "pruufffff!!!" di sconforto. Non bisognerebbe studiarla a scuola quella roba li? Riusciamo ad arrivare almeno alla Guerra Fredda coi programmi di storia, eh?!? Voi e le Riforme scolastiche... Detto questo, posso concludere che cinematograficamente forse ha ecceduto un po' nei tempi.
Sabato sera, Multisala Cinestar, fila C (= a 3 m dallo schermo), secondo spettacolo: Gomorra
Premetto: il libro mi sta aspettando sdraiato sul comodino. Ci ho riflettuto molto su questo film, cercando di immaginarmi quale volesse essere lo scopo del regista, a mente vergine da ogni sua dichiarazione, intervista, recensione e quant'altro. Ebbene, nel caso in cui lo scopo fosse stato squarciare la tela di un bel quadro per mostrarci cosa c'e' dietro a tanta bellezza apparente o aprire una finiestra per raccontare la realta' su cui si affaccia e poi richiuderla, be' allora dico che a mio parere l'obiettivo e' stato raggiunto. Suscitandomi pero' schifo. Non tanto per cio' che si vede di la' dalla finistra, ma piuttosto sul PERCHE' si vede.
E qui, nasce l'ipotesi di un secondo scopo: suscitare lo shcifo per indurci a reagire. Ma la domanda e': reagire come? Perche' da quel che si vede sembra proprio non esserci nulla, ma proprio nulla, da salvare e dunque la teoria secondo cui bisognerebbe prendere Le Vele e sbatterle come un tappeto vecchio ed impolverato, potrebbe avere un suo fondamento. E quindi che si fa? Vogliamo arrivare a parlare di esercito? Partendo da questi pressuposti lo scopo non e' invece stato raggiunto: non ha fornito alcun aiuto ad un'eventuale soluzione e nemmeno alcun Nome, cosa che il libro al contrario fa.
O probabilmente non c'era scopo, ma ne dubito.
Ad ogni modo il Cinema Italiano ha vinto e questo e' gia' un passo in avanti!
La Festa dell'Unita'
Nel quartiere dei miei nonni, il Barco, la Festa dell'Unita', tra giugno e luglio, e' sempre stata un' ISTITUZIONE e da piccola, con mio fratello e mio cugino, si entrava al galoppo cantando "Bandiera rossa la trionfera'... " come fosse una VERA festa paesana, come fosse un'isola felice di aggregazione e sorrisi, di balli e mangiate grasse.
Nei giorni che precedevano ero costretta ad un training intensivo da parte di mio padre nel ripetere fino alla nausea il mio nome, cognome, indirizzo e numero di telefono. Temevano di perdermi tra la folla...temevano!! E' che proprio mi perdevano...figuriamoci, loro seduti per ore ai tavoloni di legno a parlare di politica tra un piatto di cappelletti alla panna e l'altro e piu' di qualche bicchiere di vino e l'altro, e noi, cirolini, a scorazzare a caccia di lucciole e fortuna al gioco dei tappi (una volta ho fatto vincere a mio cugino una canna da pesca!)...figuriamoci! Come potevano non perderci.
Ma anche questo era il bello.
Una cosa pero', era in assoluto la piu' bella.
Una sensazione chiara, limpida e cristallina, suppur nell'inconsapevolezza infantile: sentirsi parte di una comunita', sentire che c'era un obiettivo comune, anche se non sapevo quale o perche' o per come...era un sentimento di appartenenza che rimane vivido nei miei ricordi. Solo in quelli, purtroppo.
Qualche giorno fa passavo in macchina da quelle parti e leggevo i cartelloni pubblicitari: ora e' Festa del PD.
Che tristezza!
Questa volta, il libro, l'ho scelto per il titolo: "Consigli ad un giovane ribelle".
Si, ho bisogno di consigli e, si, sono una giovane ribelle e, ancora si, a volte pure presuntuosa...se autodefinirsi ribelli sia da considerarsi presunzione!
Mai sentito nominare prima questo C. Hitchens, ma non puo' non incuriosire per cio' che sto leggendo e, soprattutto, per cio' che abitualmente scrive e sostiene.
Ho notato, non molto tra le righe, una sua certa avversione per il cattolicesimo, in generale per tutte le religioni e in particolare per i loro maggiori rappresentanti. Ma ieri sera, mentre tra uno sbadiglio e l'altro mi obbligavo a concludere il capitolo, non mi erano chiari i motivi di tale avversione.
Cosi', direttamente da Wiki, ecco qua:
Madre Teresa
In un articolo apparso nel 1992 sul Nation Hitchens definì Madre Teresa «il rapace di Calcutta»[21]. In seguito, produsse per la televisione britannica Channel 4 un documentario andato in onda l’8 novembre 1994, dal titolo Hell’s Angels (inedito in Italia e negli Stati Uniti)[22] e, nel 1995, per i tipi della casa editrice Verso, pubblicò The Missionary Position, Mother Teresa in Theory and Practice[23]. In tali lavori Hitchens criticò pesantemente l’acritica adorazione di gran parte del mondo occidentale per la suora albanese, adorazione che egli attribuiva principalmente alla fama e alla reputazione che essa si era costruita in passato, e non alle sue azioni effettive. Mostrò anche disgusto per la mancanza di trattamenti sanitari nei confronti dei malati - specialmente bambini - in cura presso di lei, per le sue anacronistiche posizioni in materia di contraccezione, divorzio e aborto (che Madre Teresa giudicava «la più grande minaccia per la pace nel mondo») e il suo incoraggiamento ad accettare la povertà e la miseria.[1]
Secondo Hitchens, Madre Teresa fu un’opportunista che si lasciò costruire addosso l’immagine di santa già da viva, al solo fine di raccogliere fondi per propagandare una forma rozza, bigotta, estrema e retrograda di Cattolicesimo. L’accusa più pesante a Madre Teresa riguarda la destinazione delle donazioni ricevute, usate per costruire conventi dappertutto invece di mettere in piedi un ospedale, cosa che i contributori della sua causa si aspettavano - o volevano credere - che essa avrebbe fatto prima o poi.[1]
Altra fonte di critiche è l’atteggiamento che Madre Teresa tenne con dittatori come “Papa doc” Duvalier ad Haiti, da essa incensato e adulato in cambio di donazioni in denaro, e con noti truffatori come Charles Keating, condannato per frode, che utilizzò parte dei proventi fraudolenti per finanziare le opere di Madre Teresa[24].
Il lungo lavoro di ricerca su Madre Teresa attirò - e attira tuttora - su Hitchens le ire di molti cattolici, come William Donohue (Lega Cattolica) o Brent Bozell (giornalista), che dalle colonne di TownHall definì Hitchens «un noto depravato anti-cattolico»[25].
In occasione del processo di beatificazione di Madre Teresa, Christopher Hitchens fu chiamato dal Vaticano a svolgere il ruolo un tempo chiamato dell’Avvocato del Diavolo (istituto abolito nel 1983). Egli rese la sua testimonianza da Washington. Non senza ironia, in seguito, Hitchens si sarebbe definito colui che rappresentò il diavolo pro bono[26]
Dalai Lama
Le critiche di Hitchens hanno generalmente colpito gli esponenti di qualsivoglia religione organizzata, non solo del cattolicesimo: per esempio, nel 1998 egli rivolse pesanti critiche a Tenzin Gyatso, il Dalai Lama, per via delle sue dichiarazioni di supporto al programma nucleare dell'India, per avere accettato finanziamenti da Shoko Asahara (il giapponese fondatore della setta buddhista degli Aum Shinrikyo responsabile dell'attentato nella metropolitana di Tokyo nel 1995) e, infine, per aver venduto indulgenze a personaggi famosi di Hollywood seguaci del buddhismo e aver condannato come pratiche immorali il sesso orale e quello anale, ma di avere - in qualche misura - giustificato la prostituzione[43].
I ciniciradicalprovocatori sono necessari, soprattutto per la buona riuscita di un confronto, di una discussione, di una OPPOSIZIONE!!!

Aiutatemi.
Di che sintomo si tratta quando sul posto di lavoro si pensa di ricostruire le tappe del viaggio di Ernesto-Alberto-LaPoderosa?!
O si pensa ripetutamente a

a) insoddisfazione
b) fancazzismo mentale dovuto ad insoddisfazione
c) perdita d'orientamento o labirintite
d) claustrofobia
e) voglia di mandare tutti affanculo, dovuta ad insoddisfazione
f) nessuna voglia di lavorare questo lavoro
g) non aver capito un cazzo del film
La ragazza del lago

"[...] Inserito nel programma della Settimana della critica, applaudito in tutte le proiezioni lagunari, il film è tratto da un romanzo giallo norvegese di grande successo, Lo sguardo di uno sconosciuto, scritto da Karin Fossum. Ed è impreziosito da un cast di attori bravi e convincenti. A cominciare dal protagonista assoluto, Toni Servillo, che al suo solo apparire sullo schermo, a Venezia, ha provocato applausi a scena aperta. Ma anche gli altri interpreti sono in forma: Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Omero Antonutti, Anna Bonaiuto.[...]"
di Claudia Morgoglione, LaRepubblica, 13 Settembre 2007
Acclamato dalla critica. Assolutamente bocciato da me.
Per questa affermazione mi farò odiare, ma devo proprio dirlo: il classico film italiano!
Cioè più che film, lo classificherei nelle CLASSICHE FICTION-POLIZIESCHE di Canale 5; quelle in cui gli stereotipi della mediocre cinematografia italiana gareggeno tra loro.
Nessuna sorpresa, tutto scontato; nessuna suspance, tutto piatto; nessuna innovazione, tutto neutro. Un film in cui la ricercata atmosfera riflessiva ed introspettiva dei personaggi decade prontamente nella più noiosa lentezza scenica sia relativamente alle inquadrature che allo svolgimento della trama.
Poi qualcuno, per favore, mi deve spiegare perchè cazzo il sonoro dei NOSTRI film risulta così impercettibile e squilibrato da essere la prima causa, secondo me, di mal riuscita dell'intero film. Voci che a mala pena si percepiscono e d'improvviso musiche a volumi DolbySorround. Non si può mai lasciare il telecomando sul tavolino...è uno stress!
L'unica nota positiva di questo film la dedicherei alla voce inaspettatamente più schiarita della Golino. Si, si, da Rain Man ha fatto decisamente passi in avanti, la voce, l'interpretazione...